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Adoro il fatto che Giacomo Fiore, un chitarrista classico
e fingerstyle di 22 anni, abbia abbastanza composizioni originali per un
intero album. Adoro il fatto che Giacomo, insieme ad alcuni colleghi-studenti
si sia messo a produrre un CD, pincipalmente di chitarra sola, con una
spolveratina di percussioni (e un pezzo con viola e violoncello) di supporto.
Adoro il fatto che quanto ha creato sia, francamente, della gran bella
musica. Più di tutto adoro il fatto che questo album, “Tones from an Open
Heart,” sia davvero suonato con un sacco di cuore. *** Recensione di Loris Gualdi @ music-on-tnt La prima volta che ho avuto la fortuna di ascoltare
Giacomo Fiore, vestivo i panni di giudice per la kermesse “Primo
maggio tutto l’anno”, rassegna musicale curata dalla Primo
Maggio srl, società organizzatrice dell’ormai tradizionale
concerto romano. Per la Liguria il concorso è stato gestito dall’associazione
culturale Metrodora , ospite del locale cult Milk, che ormai da anni offre
al pubblico xeneize un panorama alternative-undergrond di tutto rispetto. ©2007 Loris Gualdi ***
Recensione di Patrick Ragains @ minor7th.com Ascolterò questo CD per molto tempo. Fiore ha composto
tutti i brani e suona principalmente la chitarra acustica, accompagnato
da percussioni suonate con gusto e, su Genteel, da una viola ed un violoncello.
Tra gli highlights troviamo "Tennant," suonata su chitarra classica, "A
Hundred Days/Dance of the Lilies," suonata su acustica ma con un approccio
classicheggiante, "Genteel," in cui Fiore suona una melodia delicata
supportato da un duetto d'archi, ed "How Good it Would Be." © Patrick Ragains *** Recensione di Catherine Tully @ Indie-music.com Giacomo Fiore suona la chitarra da quando aveva otto anni - e si sente. Questo CD ha 10 tracce, tutte scritte da Fiore. Non c'è posto per nascondersi su un album acustico, e nessun bisogno per questo artista di farlo. È di grande talento, e comanda quella musica a cui si è dedicato, studiando in un università di Nashville lontana dalla sua casa in Italia. Tutte le canzoni sono state ispirate da qualcosa di speciale, siano dolori d'amore, viaggi in terre lontane, o un'amicizia particolarmente cara, e l'emozione che riversa nel suonare è inconfondibile. Si possono quasi vedere le persone e i posti che l'hanno ispirato - ed è molto interessante leggere le brevi didascalie che accompagnano ogni canzone, cercando di immaginare quello che Fiore vuole farrci vedere con la sua musica. Ma, se vi sembra troppa fatica, potete rilassarvi e godervi dell'ottima musica. Fiore è accompagnato in questo sforzo discografico da Lee Holland alle percussioni, Ashley Fisher alla viola e Justin Saunders al violoncello. Questi artisti offrono un complemento di gusto agli arrangiamenti di Fiore e non risultano mai forzati. Il loro contributo arrotonda il progetto e gli dona dei contorni ancora più soffici. C'è un ottimo bilanciamento in questo CD, eppure devo nominare la prima traccia, "Kilkenny" quale mia favorita. Se vi piace la chitarra acustica, questo è un grandissimo CD. Fiore è davvero giovane, specie per suonare così bene, e mi aspetto di sentirne delle belle da lui molto presto, e molte volte ancora. Questa è davvero roba molto bella.|torna in cima| ©2006 Catherine Tully *** Recensione di Henk te Veldhuis @ Bridge Guitar Reviews Questo giovane chitarrista acustico Italiano presenta il suo album di debutto intitolato "Tones from an Open Heart." Dopo aver studiato presso Armando Corsi in Italia si è trasferito a Nashville, TN per continuare i suoi studi in chitarra classica alla Belmont University. Lì ha incontrato la sua insegnante Muriel Anderson che oltre ad averne affinato la tecnica lo ha anche ispirato a realizzare un CD interamente originale. Il suo stile chitarristico infatti ha al tempo stesso infuenze Celtiche, Mediterranee e Classiche. Fiore suona sia chitarra acustica che classica. In questo album è assistito da un percussionista, una violista e un cellista. Tutti i brani sono composti da Giacomo Fiore. La combinazione dei due tipi diversi di chitarra dimostra che Fiore sa eccellere in entrambe le aree ed ha il coraggio di esplorare una vasta gamma di possibilità di fare musica per lo strumento. I suoi brani sono molto vari e suonati con un approccio poetico. Le tipiche composizioni classiche come Tennant ed A Hundred Days/Dance of the Lilies, unite ad un pezzo "groovy" come Kilkenny con le sue percussioni dimostrano sia la sua tecnica eccellente sia la sua versatilità a livello compositivo. Il suo impressionante talento mostra equilibrio, struttura ed un'eccellente capacità di costruire melodie, come in Embers in the Fireplace e Genteel, pezzi in cui l'intimità del suono crea un'atmosfera commovente. Giacomo Fiore vi invita ad un intimo ed interessante viaggio in ambienti poetici. |torna in cima| © Bridge Guitar Reviews. *** Recensione di David Thornton @ Rib Magazine Musica da agricoltura biologica - 4 costine (su cinque) Come suggerito dal titolo, questi 10 brani sono interpetazioni strumentali di umori - per lo più odi ad amori persi e trovati. Ad eccezione dell'occasionale beat di bongo, tom-tom, di un colpo sulla cassa della chitarra o del mormorare del bastone della pioggia, questa è musica ideale per le riflessioni di una Domenica mattina, senza vezzi di troppo a rovinare l'atmosfera. Tra i pezzi da segnalare in questa release del ventiduenne "John Mayer Italiano" (sic), che studia performance alla Belmont University di Nashville, ci sono l'eccezionale "A Hundred Days/Dance of the Lilies," la svagata eppure malinconica "Dealing with Rejection" e la splendida, dolorosamente bella "Genteel," con tanto d'archi alla "Song Remains the Same" forniti dagli amici Ashley Fisher e Justin Saunders. |torna in cima| © 2006 David Thornton *** Recensione di Alef @ Genovatune C’è chi
compone musica e chi compone poesie in musica. C’è chi ascolta musica e
chi sogna con essa. Ed ecco che, messo questo disco, inizi a sognare. © genovatune.net *** Review by Bill Binkelman @ Wind&Wire, KFAI-FM I had never heard of Giacomo Fiore until his CD arrived in the mail one day. After listening to just a few tracks, I knew I was hearing something special. Now, after multiple playings, I’m convinced that Fiore is at the beginning of a great career recording instrumental acoustic guitar music. Tones from an Open Heart swings from rambunctious and joyous to reflective and quiet with uncommon grace and ease, always displaying the artist’s abundance of talent and technique. While this is more or less a solo effort, he is joined here and there by Lee Holland (percussion), Ashely Fisher (viola) and Justin Saunders (cello). Shining through loud and clear, in both the music and the liner notes (which are certainly personal and even funny at times) are Fiore’s heart-on-the-sleeve sincerity as well as his breezy unpretentious manner. Tones from an Open Heart is instantly likable and connects with the listener on such a friendly and, well, “open” level that it’s like the man is in your house playing just for you. This is a trait he shares with artists like Clarelynn Rose and Johann Helton, to name just two contemporaries. However, all three artists, while similar in “feel” (i.e. immensely accessible and entertaining from the get-go), are all distinct and separate in their musical motifs and methods. Whether you favor the uptempo numbers like the rousing opening track “Kilkenny” which will have you tapping your feet, the happy-go-lucky “The Comfort of the Sun” or the more somber tunes here (“Embers in the Fireplace” and “Beauty from Ash”) you’re going to fall in love with this CD if you are any fan of acoustic guitar at all. With influences ranging from Celtic to folk to subtle world fusion (on “A Hundred Days/Dance of the Lillies”), the album’s ten tracks each hold their own special pleasures. Allowing them to work their magic on you will be the major treat in store for those who exercise the good judgment to latch onto this gem. Besides being an excellent background recording, I also highly suggest some dedicated listening to this music as it’s worthy of your undivided attention. Finally, it will almost certainly be an outstanding driving CD if you are traveling the rural backroads, especially in spring or autumn. I sure do hope we’ll hear lots more from Giacomo Fiore in the future. The man who brought us Tones from an Open Heart certainly deserves a long and successful career! |torna in cima| ©2006 Bill Binkelman |